Giornata tipo di una palla rossa che nasce e muore da “solE”

Ore 5.45

È incredibile come una piccola (grande) palla rossa riesca a suscitare tali emozioni. Inizialmente la vedi lì, inerme, sullo sfondo rosa del cielo, mentre sembra tentare di aggrapparsi alle nuvole per non ricadere giù – questi siamo noi da piccoli, indifesi e fermi nelle nostre posizioni tanto da non renderci conto che c’è un mondo là fuori. 


Ore 5.55

Questa piccola palla indefinita poi comincia a risvegliarsi, a sgranchirsi braccia e gambe, ad appoggiare il viso sopra ad un muretto per vederci meglio. Scopre che ci sono i mari e i monti, che tutto non è come sembra, che una cosa alla luce fa molta meno paura che al buio. Quindi, si alza – questa è l’adolescenza, dove siamo pronti a ribellarci e a sperimentare, ma abbiamo anche paura di un ragno piuttosto che di una nuvola innocua.


Ore 6.15 (fino a sera)

Quando si alza del tutto questa piccola palla rossa è ormai grande, ha spalancato le sue finestre sul mondo esterno e ora splende di luce propria. Non ha paura perché è consapevole di quanto vale, anche se nella sua corsa ad accaparrarsi il primo posto nel cielo ogni tanto inciampa. Allora si ricorda che non deve essere egoista, perché anche le stelle ci sono di giorno, ma non scalpitano per farsi vedere – questi siamo noi da adulti, con il nostro posto nel mondo, a volte sedimentato dagli anni e dalle paure, dimenticandoci però che il sole c’è anche quando ci sono le nuvole. 


Poi la piccola palla rossa comincia a volteggiare intorno alla Terra, fa i salti mortali tanto che si vede dappertutto in qualsiasi momento, ma siccome é molto vecchia ad una certa ora deve andare a dormire, altrimenti non riuscirebbe a mostrare lo stesso spettacolo ogni giorno (infatti quando è troppo stanca o afflitta comincia a piangere, facendo cosí cadere la pioggia [poi però si riprende]).

La piccola palla allora si ricorda per cosa è venuta al mondo, per fare luce nella vita delle persone, per illuminare le loro giornate vuote, per emozionare al suo arrivo o alla sua partenza, per riscaldare chi ha il cuore raggelato da tanta sofferenza.

Ore 20.45 (d’ estate perchè d’inverno è prima)

Alla fine questa piccola palla ormai cresciuta e ormai stanca decide di ritirarsi, per lasciare il posto alle sue amiche stelle, così numerose da non riuscire a contarle ma anche così belle, perché anche loro brillano di luce propria, al contrario della luna che ha bisogno della piccola palla per emergere (e alla fine emerge sempre) – questi siamo noi da anziani, che ritorniamo bambini, che ci facciamo piccoli e raggrinziti anche se non perdiamo la luce di sempre, che abbiamo bisogno di tutto e sappiamo dare senza voler ricevere nulla in cambio. 


Possiamo inoltre notare (/imparare) come questa piccola palla rossa, che riesce a raggiungere ogni giorno così tante persone nel mondo, usa il suo tempo che é limitato dalla venuta delle stelle in modo utile per sè ma soprattutto per gli altri, sebbene molti la diano per scontata.
Ah, dimenticavo, piccola palla rossa è nata da solE e muore ogni giorno da solE, ma nel suo tragitto ha incontrato e incontra così tante persone e anime pure che la amano così com’é, che ogni volta ricorda a se stessa quanto è bello stare al mondo, e quanto ne valga la pena.                             Con gioia di vivere,                                                       V.


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