4 giugno

Sono passati 12 anni.
Da quella volta che ti ho visto andare via mentre mi stringevi flebilmente la mano e mi guardavi negli occhi mentre i tuoi polmoni facevano fatica a introitare aria.
Sono passati 12 anni da quella volta in cui ho cominciato a sentirmi divisa a metà.
Da quella volta in cui sto cercando di sopperire alla tua mancanza.
E oggi, dopo 12 anni, sono arrivata ad una conclusione. Non si può.
Perché tu eri tu. E niente, nessuno, nemmeno l’amore più grande del mondo potrà occupare il tuo ruolo. E volente o nolente, lo devo accettare.
E mi chiedo, mi chiedo perché ci sono genitori che non riescono ad essere tali.
Mi chiedo perché. Me ne chiedo tanti.
Ma sai cos’è, alla fine ognuno ama nella misura in cui è stato amato.
Ed è bravo chi riesce ad andare oltre. In questo modo sta amando soprattutto se stesso.

Insomma, sono passati 12 anni e io più mi guardo allo specchio e più ti somiglio.
Contenta di esserlo. Contenta di portare avanti pezzi di te.
Ma non farò come te. Ti prometto che prima o poi riuscirò a liberarmi dei tuoi pesi. Smetterò di farmene carico.

So che ci sei, ma non sei qui.
E ogni fottutissimo 4 giugno, da 12 anni, sono qui a piangere di te. A piangere per me.
Per non essermi ancora resa del tutto conto che la vita è tutta Qui.
Che non esistono 4 giugno.
Che la vita è la vita.

E che per quanto addolorato, infelice, triste o incazzato tu sia, la vita va avanti. Prosegue.
Se si incagliasse, saremmo tutti morti da tempo.

E invece, per fortuna, siamo Qui.
Possiamo ancora cambiare.
Possiamo ancora amare.

Ecco, ecco cosa ho capito in questi 12 anni senza te.
Che possiamo ancora amare.
Che, se non perdiamo la nostra capacità di amare, possiamo ancora salvarci.
Possiamo liberarci dalle zavorre che non servono più.

E, dopo 12 anni, mi rendo conto che nel mio cuore non c’è gravità. 

Con tutto l’Amore del mondo e oltre,
(grazie.)

V.

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5 risposte a "4 giugno"

  1. accorata e vitale questa lettera a chi non c’è più e condiviso il messaggio che reca, quel trasformare la mancanza da zavorra in slancio ad amare.
    permettimi però una critica: “introitare l’aria” è davvero brutto, artefatto, “burocratese”.
    avrei usato un termine più semplice, più umano e visivo, come assimilare aria, o respirare aria, o guadagnare aria.
    ml
    (e scusa la pignoleria)

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  2. Grazie del suggerimento. Quando l’ho scritto (di getto) il termine era accompagnato dalla forza dell’emozione che quell’immagine mi suscitava e, per questo, quella parola si è messa in mezzo quasi a far notare la sua difficoltà a respirare.

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  3. Mi son detto stasera. Vediamo che scrive Viola nel suo blog. … Magari ci si vede domani.
    Non so se hai già guardato il video è riempito questionario. Se lo hai fatto avrai già realizzato tante cose da sola. Sei intelligente!
    Ma magari poi ti do una mano.
    12 anni !! Cavolo !
    Hai bisogno di recuperare la tua anima.
    E domani lo spiegherò 😊

    Piace a 1 persona

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