Crac.

C’è un momento, nella vita, in cui lo senti.
Prima piano, in maniera quasi impercettibile, poi diventa sempre più forte.
Il suono delle cose che si rompono, che cadono in mille pezzi, che si frantumano.
Tutto accade in silenzio, tutto produce un frastuono assordante.
Crac.

In un angolo di cuore è successo il finimondo.
E ad occhi poco esperti, sembrerebbe una banale giornata di sole.

Dentro invece sta crollando tutto. E tu non sai chi chiamare. Perché nessuno può aggiustarti, nessuno può incollare i pezzi rotti.

C’è un momento, nella vita, in cui lo senti.
Prima piano, in maniera quasi impercettibile, poi diventa sempre più forte.
Il suono delle cose che si rompono, che cadono in mille pezzi, che si frantumano.
In quell’angolo di cuore, così difficile da trovare, perché lì è tutto vero, si è rotto qualcosa.
Si è aperta una crepa.
E finalmente, vedi la luce.
Come un bambino che viene al mondo e nel frattempo non si fa troppe domande, ma pensa solo a come uscire dal tunnel, cosi fai tu.
Smetti di tormentarti con qualcosa che non c’è, smetti di farti domande ed inizi a vedere i cristalli di vetro del tuo cuore come pezzi unici e rari.
Inizi a vivere le situazioni senza dare troppo peso a ciò che si rompe, perché hai capito che lì, proprio lì, nell’istante che sembrava precedere la fine del mondo, hai iniziato ad aggiustarti tu.

E non importa ciò che dicono, pensano o fanno.
Non importa quello che sei stato. Non importa se prima eri intero.
Ora sei vero, unico e raro.

Come i giapponesi che riparano le crepe con l’oro perché credono che dalle rotture nasca la parte più bella delle cose, così tu ti sei spogliata di ciò che credevi di essere per scoprire ciò che sei. Hai tracciato linee dorate immaginarie nella tua anima, le hai seguite una per una con il dito e poi, dopo averle amate, le hai lasciate andare.
Guarda ora come brillano.
Guarda ora come brilli.

C’è un momento, nella vita, in cui lo senti.
Prima piano, in maniera quasi impercettibile, e poi diventa sempre più forte.
Il suono delle cose che si rompono, che cadono in mille pezzi, che si frantumano.
Ma sotto sotto, se apri bene le orecchie, se ascolti con attenzione, sentirai anche un canto lontano.
Ad orecchie poco esperte, nessun suono nell’aria.
Ascolta bene.
La canzone sei tu. 

V.

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2 risposte a "Crac."

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