Ho la soluzione

“Ho un problema”. 

Ce lo ripetiamo spesso, in continuazione, miliardi di volte al giorno e anche senza accorgercene. 

La maggior parte li risolviamo, eppure ci sono quei punti di domanda che ci rimangono addosso come cappotti fradici e più rimaniamo inzuppati, più sentiamo freddo.
Più rimaniamo invischiati in ciò che ci dà preoccupazione, più non riusciamo a vedere una “vita” d’uscita. 

Se abbiamo controllo di noi stessi e delle nostre emozioni, possiamo anche uscirne.
Ma è più semplice rimanerne sopraffatti, dare alle paure e ai problemi il potere di dirigere la nostra mente e la nostra vita. 

Il punto principale è che crediamo di non avere soluzioni. Ci convinciamo che tutto stia cadendo a rotoli, che non ci possano essere uscite secondarie e, qualora ci fossero, non saremmo in grado di trovarle. 

Ah, umani. Quanto ci sottovalutiamo. 

Crediamo di essere succubi e vittime di quel processo increscioso chiamato vita.
E piangiamo e ridiamo di quello che ci capita come tirati da fili di marionette. 

No, noi siamo molto più di questo. 

Ma ce ne dimentichiamo, o facciamo finta di dimenticarlo, perché è più semplice rimanere nel problema invece di trovare una soluzione.
È difficile essere felici, cercare soluzioni, perché questo implica una cosa fondamentale, essere coraggiosi.
Il che non riguarda affatto buttarsi giù da un burrone ad occhi chiusi, ma riguarda più il “cor-agio”, il far agire il cuore. 

Sentire con il cuore e muoversi di conseguenza apre a scenari inimmaginabili perché il cuore, a differenza della mente, non si preoccupa, ma si occupa soltanto.
Vive il momento presente e cerca di arrivare alla luce in fondo al tunnel. 

Ma noi, sopraffatti come siamo dai nostri problemi, non riusciamo a sentire il suo eco che, man mano che passano gli anni, si fa sempre più lontano e flebile.
Eppure, in fondo, se si ascolta con attenzione, un canto familiare ci può giungere alle orecchie.
E il nostro cuore ci sta solo dicendo di aprirlo, ci dice che c’è sempre una via d’uscita, che altrimenti non esisterebbero nemmeno i problemi. 

Ma soprattutto, ci dice che, se non trovi soluzione, stai sbagliando problema.

Perché non sempre quello che noi riteniamo un problema è tale, o è il principale.
Magari la vita ci sta dicendo che prima dobbiamo risolvere altre cose, dobbiamo fare i conti con il nostro passato, fare somme e totali e poi stracciarlo via, prima di ripartire per nuove avventure. 

E se abbiamo paura, affidiamoci alla vita.

Che noi pensiamo sempre sia contro di noi, contro i nostri sogni e progetti, ma la vita ci fa solamente da specchio e ci porta davanti quello in cui fermamente crediamo.
Se crediamo fermamente in un problema, ci porta davanti solo quel problema.
Ma se crediamo fermamente nella soluzione, ah, umani, quanto c’è ancora da sorprendersi! 

Che sorprendersi è un po’ come prendersi da sopra, rimanere esterni a ciò che ci preoccupa e tenderci da soli una mano dall’alto.
Che anche il detto, se non erro, dice “aiutati, che Dio t’aiuta”. 

Nuotiamo nella Vita e nelle Emozioni senza aver paura di sbagliare e, per una volta, senza aver paura di affogare. 

Buone risoluzioni,
V. 


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